Agosto 2008

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Azione Giovani si mobilita per la raccolta firme contro le strisce blu!

di agmonterotondo (06/08/2008 - 09:50)


E’ partita sabato 3 agosto la raccolta di firme contro l’istituzione delle strisce blu a Monterotondo. Con lo slogan, “ Contro le strisce blu, firma anche tu”, Azione Giovani Monterotondo si è mobilitata con una serie di iniziative che chiedono a gran voce lo stop al provvedimento deciso dalla giunta Lupi. In sole due mezze giornate, in pieno Agosto, sono state già raccolte decine di firme. I motivi della protesta sono tanti, come ci spiega il promotore dell’iniziativa, il presidente di Azione Giovani, Fabio Federici, uno dei leader locali del Pdl: “ Non possiamo accettare questa decisione, soprattutto come cittadini. E’ una follia sotto tutti i punti di vista. Con le strisce blu non si risolve assolutamente il problema del traffico, come le esperienze nelle altre città, vedi Roma, hanno dimostrato. L’amministrazione, con un manifesto che è davvero un insulto all’intelligenza dei cittadini, vuol far credere che pitturando di blu le strisce che prima erano bianche, magicamente si moltiplicano i posti. Non è ovviamente così. La realtà è che il comune di Monterotondo ha escogitato una vergognosa furbata semplicemente per fare cassa. Una nuova tassa mascherata, insomma.  In un periodo di difficoltà economiche come questo, non ne sentivamo proprio il bisogno”. La risposta dei cittadini è stata massiccia, molte persone si sono fermate ai banchetti di Azione Giovani ed hanno espresso la loro contrarietà: “ I cittadini sono venuti ai nostri banchetti- prosegue Federici- ed hanno sottoscritto volentieri la nostra protesta. A molti non è andata giù la decisione di far partire le strisce blu in pieno agosto, quando molti sono in vacanza. Al loro ritorno il comune gli farà trovare la bella sorpresina. Noi però ci stiamo mobilitando, grazie al sacrifico dei ragazzi di Azione Giovani, anche perché è assurdo che non sia stato approvato nessun regolamento su tali strisce. Se per il momento sarà burocraticamente impossibile stoppare l’inizio del pagamento, noi proponiamo che almeno ai residenti siano dati i permessi, cosa che scandalosamente non è ancora prevista!”. Le iniziative per la raccolta firme non si fermano qui, anzi gli appuntamenti si moltiplicheranno, per dare la possibilità ai cittadini di poter esprimere il loro pensiero. Banchetti sono previsti per tutto il mese di agosto nelle zone strategiche della città eretina. Per scoprire dove siano i banchetti, ci si può collegare al sito di Azione Giovani ( www.agmonterotondo.org), o consultare la bacheca di An, posta in passeggiata. Saranno attivati anche altri punti di raccolta, come ci spiega lo stesso Federici: “ Molte persone si sono prese i nostri moduli e stanno facendo il giro dei quartieri. Ci saranno dei punti di raccolta presso alcuni commercianti, una delle categorie più penalizzate da questa scellerata decisione. Sta partendo il tam tam tra la gente, questa iniziativa ha bisogno di essere passata da persona a persona. Sono sicuro che raccoglieremo molte firme, un buon viatico per tutto il centrodestra eretino anche in vista delle prossime elezioni comunali. C’è davvero malcontento verso  questa amministrazione, noi stiamo creando, grazie alle iniziative di Azione Giovani, un’alternativa a questa maggioranza. Tra l’altro non sanno proprio come rispondere a questa iniziativa genuina, che parte dalla gente. Non se lo aspettavano. Faranno girare la scusa che il governo ha tolto l’Ici. E’ una bugia colossale, perché tutti sanno che il mancato gettito dell’Ici andrà a pesare sui bilanci dello Stato e non del comune, a cui lo stesso Stato rifinanzierà per intero il mancato incasso dell’odiosa tassa che finalmente è stata cancellata”.

 

 

Lista appuntamenti raccolta firme ( provvisorio)


Martedì 5 Agosto, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 a P.zza Roma ( passeggiata)

Mercoledì 6 Agosto, dalle ore 15.30 alle ore 20.00 Piazzale antistante
stazione Fs Scalo

Giovedì 7 Agosto, dalle ore 14.00 alle ore 20.00, Via Mameli ( posta)

Domenica 10 Agosto, dalle 9.30 alle 12.00 P.zza Santa Maria delle Grazie, e
dalle 9.30 alle 12.00 P.zaa San Michele Scalo

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Contro le strisce blu, firma anche tu!

di agmonterotondo (05/08/2008 - 17:29)


Contro le strisce blu

 

 

Firma anche tu!

 

 

 

 

Il comune di Monterotondo, con l’ennesima decisione presa sulle spalle dei cittadini, ha deciso di istituire le strisce blu anche in gran parte del territorio eretino. Non lo possiamo accettare!

 

 

 

 

Noi diciamo no!

 

 

 

 

Diciamo no, perché è una decisione POLITICAMENTE assurda. Non si possono penalizzare così tanto i cittadini monterotondesi, così già pesantemente vessati da tasse e rincari dei generi alimentari e della benzina. Con le strisce blu non si risolve il problema del traffico! E una vergognosa presa in giro da parte dell’amministrazione comunale, che vuol far credere che disegnando semplicemente per terra delle strisce blu, magicamente appaiono più posti auto. BUFFONATA! Con un manifesto che prende palesemente in giro i cittadini di Monterotondo si vuol far credere ciò che non è. NESSUN POSTO IN PIU’! La verità è una sola: per coprire i buchi di bilancio fatti da un’amministrazione che ha fallito su tutti i punti, si istituisce una

 

 

 

 

NUOVA TASSA

 

 

 

 

E’ totalmente inaccettabile. Per risolvere il problema dei parcheggi, l’amministrazione deve provvedere a creare nuovi posti auto e sfruttare le aree esistenti non per FAR COSTRUIRE l’ENNESIMO COMPLESSO RESIDENZIALE, bensì per creare parcheggi e spazi verdi per l’intera cittadina di Monterotondo!

 

 

Ora ci siamo stufati e stiamo raccogliendo centinaia di firme per fermare questa enorme ingiustizia nei confronti di tutta la cittadinanza. E’ davvero una brutta “furbata” quella di far partire le strisce blu PROPRIO AD AGOSTO, così da far ritrovare agli eretini la frittata fatta al loro ritorno dalle vacanze! Vergogna! Le esperienze nelle altre città, poi, HANNO DIMOSTRATO NEI FATTI, la totale inefficienza delle strisce blu a risolvere il problema dei posti auto, come è successo a Roma. Tra l’altro nella capitale, proprio le strisce blu, a determinate condizioni, sono state definite con sentenza, ILLEGALI e le HANNO TOLTE!!!

 

 

ADESSO BASTA!

 

 

Unisciti anche tu alla protesta di Azione Giovani e supporta le iniziative del nostro presidente  FABIO FEDERICI, firmando la petizione ai nostri BANCHETTI o contattandoci agli indirizzi sottoelencati!

 

 

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Castrum 2008, il resoconto in pagelle di un campo davvero fantastico!

di agmonterotondo (28/07/2008 - 21:05)



Quello che segue è il resoconto in pagelle del mitico Castrum 2008, il campo del NES, in cui erano presenti anche alcuni “eroici” militi di Azione Giovani Monterotondo, invitati dai ragazzi del Nes, a cui vanno i nostri doverosi ringraziamenti per l’invito e per le splendide giornate ( e nottate) passate insieme a loro, tra politica, cultura, emozioni, birra e ….cinte!

 

 

 

CASTRUM 2008, IL PAGELLONE

 

 

 

 

Voto 12, come le ore di discussione della plenaria, partita a meno 20 gradi alle 10 di mattina e terminata alle 22 di sera, con l’ultimo discorso di Iadicicco che è durato solamente 4 ore per esigenze tecniche connesse alla cena!

 

 

 

Voto 10, con lode e bacio sulle labbra accademico del nostro segretario a Scialanga e Roscio, per la loro delirante ed esilarante esibizione parateatrale del sabato sera, ispirata ad una visione non ortodossa nel nostro ambiente, del fenomeno “neofascismo”

 

 

 

Voto 10 +, a Stefano Iadicicco, che a pochi mesi di vita ha battuto il record del più piccolo presente ad un’edizione di Castrum ( voto condiviso con la mamma!)

 

 

 

Voto 10, ai contenuti del campo, alle tematiche discusse, ai progetti pensati ed alle emozioni provate. Ambiente, nucleare, militanza, territorio, università e scuola, nostri prossimi terreni di battaglia

 

 

 

Voto 9, alla battaglia musicale notturna tra romantici dell’ambiente e cazzari della musica, finita a notte talmente fonda, che al momento di stilare le pagelle non sappiamo ancora chi l’ha spuntata.

 

 

 

Voto 8, al Pech, per le esibizioni “strumentistiche” di trombe e tromboni dell’epoca passata, effettuate con il solo ausilio della voce e per la rievocazione di alcune canzoni ormai in disuso nell’ambiente

 

 

 

Voto 7, al nostro Simone Leclerc, che ha fatto amicizia con tutti quelli che, come lui, sono tifosi de a Laaaaaaaaaaaaaaaaaaazio e non passava giorno alla ricerca di qualche ultrà della curva nord, diventato unico suo vero scopo della presenza al campo, oltre che quello di poter finalmente prendere qualche cintata in amicizia dagli altri partecipanti a Castrum. Apprezzabile, tra l’altro, il suo comportamento in stanza, a differenza del suo collega di ag monterotondo, di cui parleremo sotto…molto sotto!!

 

 

 

Voto 6, alle cameriere dell’hotel che ci ha ospitato, soprattutto al lato b di una di loro, che ha attirato molti degli sguardi dei presenti.

 

 

 

Voto 5, all’edicola supermarket di Camporotondo, perché non aveva il Secolo d’Italia, ed i militi si sono dovuti adeguare, per soddisfare le loro esigenze culturali e politiche, con il Corriere dello Sport, Gazzetta e il Romanista!

 

 

 

Voto 4, a Scialanga, che da estrattore dei numeri della riffa, ha estratto vergognosamente subito al secondo posto, dichiarandolo non vincitore, il numero 88, che il segretario ha faticosamente e tenacemente voluto scegliere, non per qualche ragione particolare, ma solo perché è il suo anno di nascita (…??). Almeno così sostiene…

 

 

 

Voto 3, Ai cavalli demoplutocratici e sovietici che si sono frapposti tra il viaggio di Ag Monterotondo e Castrum. Un gruppo pascolante si instaurava sulla strada a brucare non so cosa, impedendo alla nostra macchina e quella di altri militanti di Roma di proseguire il cammino. Dopo un paio di ore di trattative durissime, l’uomo che sussurrava ai cavalli ( abbiamo anche la foto comprovante!!), militante di Ag Roma, riusciva nell’intento di dissuadere gli equini bolscevici a far passare la carovana e proseguire per Camporotondo, causando un incalcolabile ritardo all’arrivo!!

 

 

 

 

 

 

Voto 2, al pallone fatto di un materiale indicibile ( stracci??) presente sul campetto dell’Hotel, che ha impedito ai numerosi campioni presenti al campo ( tra cui il nostro Leclerc) di sfoggiare degnamente le loro doti. Voto condiviso dallo stesso campetto, in roccia vulcanica del XV° secolo AC, pieno di buche…ma ci abbiamo giocato lo stesso!!!

 

 

 

Voto 1, all’amico del sindaco di Cappadocia ( chi è poi non si sa!!), che ha pensato bene di non portare in tempo utile il service che sarebbe servito agli NSP per effettuare, proprio a Castrum, il loro primo concerto dal vivo. L’amico del sindaco, avrebbe capito che serviva per il 26…non di luglio ma di agosto!! Viene il dubbio di sapere di quale anno…Niente concerto quindi…ma solo qualche strimpellata…che a noi è piaciuta lo stesso!!

 

 

 

Voto 0 spaccato!! A DEMOCHRISTIAN!!! Che non conscio di quale fortuna gli sia capitata, ovvero realizzare il sogno che hanno tutte le donne al mondo, dormire al fianco del nostro segretario ( in due letti differenti però!!!), ha pensato BENE di disturbare ( eufemismo), il paradisiaco e leggerissimo sonno del segretario, sfoggiando con tutta la sua forza le sue DOTI di RUSSATORE INCALLITO!!! Ma il suo non era un semplice russare, era un NITRIRE feroce, che ha tenuto sveglio tutta la notte tutto l’albergo che ci ospitava. Urgono rimedi!!!!

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Seguirà post fotografico!!!

 

 

 

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Paolo Borsellino: In ricordo di un eroe mai dimenticato

di agmonterotondo (19/07/2008 - 10:48)


Paolo Borsellino

 

(n. 19/1/1940- m. 19/7/1992)

 


 

“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato

 

ad amarla. Perchè il vero amore consiste

 

nell’amare ciò che non piace per poterlo

 

cambiare.” (Paolo Borsellino)

“Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre.

 

Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che

 

succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento...

 

Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche

 

morire sereno”.

 

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Scatti d'Azione...

di agmonterotondo (17/07/2008 - 20:39)




In una notte di mezza estate...

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Tanti Auguri Simone Leclerc!

di agmonterotondo (15/07/2008 - 16:50)

Oggi, 15 Luglio, compleanno del mitico Simone Leclerc, uno dei più simpatici e militanti iscritti di Azione Giovani Monterotondo. Tutta la comunità gli augura un militantissimo compleanno a base di pesce e birra!!

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Azione Giovani Monterotondo manifesta per la riapertura del Teatro Ramarini

di agmonterotondo (13/07/2008 - 13:28)




 

Azione Giovani Monterotondo manifesta per la riapertura del Teatro Ramarini

 

 

Il Presidente Federici: “ Difendiamo la struttura dal degrado e diamo spazio ai nostri giovani attori”.

 

 

 

 

Un gazebo aperto in passeggiata, con i militanti che distribuivano i volantini ed altro materiale, sono stati i protagonisti della protesta messa in atto da Azione Giovani Monterotondo, sabato 12 Luglio, per sensibilizzare i cittadini eretini sul tema del teatro Ramarini. Nella rivendicazione dei giovani ragazzi di Alleanza Nazionale, si legge l’indignazione per la mancata riapertura del famoso teatro cittadino, nonostante cospicui finanziamenti siano già arrivati negli anni passati. Una protesta forte, contro un modo di amministrare la cultura eretina sbagliato e che mira ad andare incontro alle esigenze dei giovani attori eretini, come ci spiega il leader di Azione Giovani, Fabio Federici: “ E’ una vergogna che dopo così tanto tempo, il teatro Ramarini sia ancora in questo stato. E’ dal 2003 che l’amministrazione comunale di sinistra ha acquistato l’immobile con la promessa di riaprirlo in tempi brevi. Siamo quasi a fine 2008, ed ancora non sappiamo cosa la giunta Lupi abbia deciso. Tutto questo, dopo che nella nostra città sono arrivati ben 750.000 euro stanziati dalla Regione Lazio, finanziamento concesso, tra l’altro, dalla scorsa giunta di centrodestra a guida di Alleanza Nazionale”. Al momento la struttura versa in condizioni di trascuratezza molto evidenti: “ Noi come Azione Giovani – prosegue Federici- chiediamo l’immediata riapertura dei lavori di ristrutturazione per salvare il teatro dall’evidente degrado in cui versa. Bisogna poi procedere in tempi celeri alla riapertura dello stesso, perché ciò è fondamentale per dare una nuova vitalità alla cultura della nostra città, ma soprattutto per creare una nuova realtà in grado di attirare persone provenienti dai paesi limitrofi e da  Roma, a vantaggio della visibilità della nostra comunità. Tutto questo con l’ambizione di divenire “il fiore all’occhiello” della cultura teatrale nella Provincia di Roma, ma soprattutto un valido punto di riferimento per tutti i giovani aspiranti attori in cerca di crescita artistica. Infine proponiamo anche che le compagnie teatrali locali possano svolgere le proprie attività recitative nel teatro con l’aiuto del Comune e l’attivazione di corsi gratuiti per giovani artisti”. Non solo protesta, quindi, ma anche proposte, su un tema così importante per la comunità eretina, quello della cultura, che è spesso ignorato dalle forze politiche, come spiega Federici: “ Stupisce che sia solo Azione Giovani a farsi portavoce di esigenze culturali in questa città. Noi ne siamo orgogliosi, perché crediamo fortemente che Monterotondo debba cambiare soprattutto dal lato culturale, ancora troppo arroccato a politiche stile prima repubblica, che non guardano alle reali esigenze della comunità eretina. Solo qualche slogan, gridato tra l’altro da personaggi poco credibili, non fa che peggiorare la situazione. Ci vuole un cambio di marcia, affidando le cose a persone preparate ed attendibili. Il grande successo che sta avendo il nostro movimento nella nostra città, ci indica che anche la popolazione eretina è sensibile a questo tipo di tematiche, in barba alla noncuranza dell’amministrazione e della altre forze politiche”. 

 

 


 

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" SPQR: IL MODELLO-ROMA ai nastri di partenza"

di agmonterotondo (05/07/2008 - 11:22)


La casa editrice Nuove Idee ha il piacere di invitare la S.V. al convegno de “La Destra delle Libertà, “ " Il Borghese” e “Area”

IDEE PER LA TERZA REPUBBLICA

SPQR:“IL MODELLO-ROMA AI NASTRI DI PARTENZA”


Intervengono: Gianni Alemanno Francesco Aracri, Luca Barbareschi, Umberto Croppi, Marcello De Angelis,

Sergio Marchi, Dario Rossin, Pasquale Squitieri, Fabio Torriero, Claudio Tedeschi,

Modera: Luciano Lucarini, editore


Mercoledì 9 luglio 2008 – ore 17.30, Palazzo Ferrajoli – piazza Colonna, 355 – 00187 Roma

Per info, rivolgersi al Presidente di Azione Giovani Monterotondo, Fabio Federici all'email: entrainazione@email.it

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Solstizio d'Estate

di agmonterotondo (21/06/2008 - 11:19)


Per le popolazioni celtiche (nel III sec. in tutta l’Europa centro settentrionale a.C, ma anche in molte altre antiche tradizioni nel mondo) l’anno era diviso in due grandi semestri naturali, invernale ed estivo. All’interno di questi due periodi (porte), seguendo il ciclo della Natura, quattro date segnavano il passaggio delle stagioni (energie) e venivano celebrate con 4 grandi festività: Samhain, Imbolc, Beltane  e Lughnasadh. Praticamente esse segnavano i due solstizi (inverno-estate) e i due equinozi (primavera-autunno) in funzione delle fasi lunari. Nell’Antica Tradizione le due festività maggiori erano quelle che segnavano rispettivamente l’inizio dell’estate (Beltaine) e l’inizio dell’inverno (Samhain) ed esistevano solamente due stagioni, non quattro: la metà oscura e la metà luminosa dell’anno. Inoltre, per i Celti, il giorno iniziava al tramonto del sole.

 

Samhain = tra il 30 ottobre e il 1° novembre. Capodanno Celtico e apertura della porta per l’Aldilà.

Imbolc = tra il 31 gennaio e il 1° febbraio. In onore della dea Brigit (Brighid), corrisponde praticamente alla festività cristiana della Purificazione della Vergine che segna la vigilia della Candelora.

Beltane = nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio. Corrisponde alla Calendimaggio.

Lughnasadh = nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto. Lammas, festa del pane o del grano.

Pertanto Samhain rappresentava l’inizio del primo semestre, l’inizio dell’anno, quello del rinnovamento, del buio o dell’inverno e Beltane il suo opposto.  

Il tempo intermedio tra due feste (equinozio-solstizio) era segnato da nuove feste della natura (Sabbath) governate dal sole (quattro Albans) e già note ad altre civiltà: Arthuan o Yule - solstizio d’inverno: 21 dicembre. Eiler od Ostara - equinozio di primavera: 21 marzo.
Heruin o Litha - solstizio d’estate: 21 giugno. Elved o Mabon - equinozio d’autunno: 21 settembre. Considerato che il sabbath più vicino è quello di Litha (Solstizio d’Estate), eccovi una spiegazione sui suoi antichi significati.  

 

 

 

Solstizio d’Estate

 

MIDSUMMER’s EVE, Festa di San Giovanni (St.John’s Eve)

 

  

E’ il momento dell’anno (21-24 giugno) in cui il predominio lunare (segno del Cancro) si fa più forte di quello solare.

Quest’ultimo, invece, raggiungerà il suo culmine a Lughnasadh. Il solstizio d’estate è quindi un punto di massima espressione delle facoltà lunari, forze di natura femminile a cui si sono ispirate tutte le maghe del mondo. A livello iniziatico il giorno di mezza estate rappresenta un passaggio importante, quasi un traguardo, nonostante che per gli alchimisti non si è ancora arrivati all’oro filosofale. Una tappa spirituale questa, rappresentata dal 5° Chakra della filosofia indiana. Lo chakra della Luna piena, rappresentato da un triangolo giallo con un cerchio bianco inscritto (Vishuddha ovvero purificazione) che simboleggia il dominio dell’elemento acqua, mentre i suoi frutti d’argento tendono a solarizzare (maturare) in frutti d’oro. L'antica Alchimia associava l'acquisizione dei primi poteri alla "Pietra di Luna" o "Elixir al Bianco".  Simbolicamente questo è l’inizio della prima manifestazione della materia e indica il dominio sulla sfera materiale (equivalente al numero 16, interezza e perfezione). Esotericamente, il solstizio d’estate rappresenta l’apertura di una porta (crescita spirituale) verso una forma di conoscenza superiore (dal 5° al 6° Chakra), rappresentata dal terzo occhio sulla fronte. Infatti, la vera Via della Conoscenza non può essere dominata solo dalla Luna (irrazionalità e superstizione) o dal Sole (materialismo e integralismo) ovvero, non appartiene né a Jachin né a Boaz (le colonne del Tempio di Salomone) ma deve passare per l’unione dei contrari (Sentiero di mezzo). Nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte (ianus, porta), il dio guardiano delle soglie e dei passaggi (Omero cita le due porte Aquilon (nord) e Noto (sud), sull’isola di Itaca, come passaggi per il modo degli dei). Nel ciclo giornaliero attraverso la Porta del Cielo di Oriente entra il Sole per dare inizio al giorno, attraverso quella di Occidente il Sole esce al tramonto.

Nel ciclo annuale Giano apre e chiude le Porte Solstiziali, attraversando le quali il Sole dà inizio alle due metà, ascendente e discendente, del percorso annuale.

I due volti, quello maturo e barbuto, simbolo del passato, e quello giovane e gioioso, simbolo del futuro, guardando contemporaneamente indietro e avanti mostrano il potere del Dio sul tempo. A volte Giano ha un volto virile, anziano e barbuto, altre un volto femmineo, giovane e bello, in relazione al primitivo significato di simbolo del Sole e della Luna espresso dalla coppia Janus-Jana o Diano-Diana, con senso analogo a quello della coppia divina di Giove e Giunone. E’ il dramma cosmico della morte e della rinascita del Sole, che segna nel corso dell'anno l'avvicendarsi delle stagioni e del ciclo della vegetazione. La tradizione assegna alla Porta del Capricorno un significato positivo in quanto apre la fase dell'anno in cui il Sole cresce e alla Porta del Cancro un significato negativo in quanto dà inizio al semestre oscuro. La Porta Invernale è detta Porta degli Dei, perchè attraversandola le anime ascendono al divino e le influenze superiori discendono sulla terra.

La Porta Estiva è detta Porta degli Uomini o degli Antenati perché destinata alla discesa delle anime sulla terra ed al perpetuarsi del ciclo delle esistenze materiali.  Stranamente, nella religione cristiana troviamo i due Giovanni (Battista ed Evangelista) posti presso i due solstizi (21 giugno – 27 dicembre) come le facce di Giano. Il nome di Giovanni Battista e Giano avrebbero la stessa radice ebraica Joni (giorno), come a ribadire il significato solare del termine. Altri sostengono che Giovanni derivi dall’ebraico hanan, che significa misericordia e lode, pertanto, dal momento che la misericordia scende da Dio sugli uomini, mentre la lode sale verso la divinità, il nome corrisponderebbe alla direzione discendente e ascendente delle due metà del ciclo annuale. Inoltre, in molte altre definizioni emerge l'aspetto solare del Battista. Le feste del Solstizio Estivo, assegnano al Santo il ruolo di protettore dalle influenze malefiche, in quanto garante della rinascita della Luce nel momento in cui inizia la fase oscura del cielo annuale e più pressanti si fanno le minacce delle forze malefiche e tenebrose, in riferimento al senso negativo della seconda metà dell'anno ed al concetto della discesa delle anime nel mondo attraverso la Porta del Cancro.

Essere il discepolo prediletto da Gesù conferisce, invece, a Giovanni Evangelista una posizione, quasi di identificazione e di successione in rapporto al Sole nascente. Non a caso Cristo gli affida la Madre , simbolo della Materia Prima e del Principio femminile, ricettacolo e riflesso della Luce solare. L'iconografia sacra presenta la Vergine e S. Giovanni ai piedi della Croce, l'una sulla sinistra (rispetto all'osservatore, ovvero a destra della Croce) e l'altro a destra: alle loro figure corrispondono il Sole e la Luna posti ai lati della Croce, in alto. In ogni caso, il simbolismo di Giovanni Evangelista (rivelazione e mistero) riconduce alla Porta degli Dei del Solstizio d'Inverno, dedicata sia all'ascesa delle anime che alla volontaria discesa dello Spirito. La saggezza popolare sapeva cogliere la magia e il gran mistero della Notte di San Giovanni. Il solstizio d'estate è il momento per venerare la potenza della luce, il maschile, la cima della montagna, la lama della spada, l'esteriore e l'assertivo. Questo periodo, quando il giorno diventa il più lungo dell’anno (con le ore della notte uguali a quelle del giorno), perchè il sole è allo zenit (punto più alto della volta celeste) era considerato carico di grandi energie e pertanto ricco di molte tradizioni ed usanze, alcune delle quali eseguite ancora oggi. L’acqua ed il Fuoco sono per antonomasia i simboli solstiziali (Giovanni battezza con l’acqua e Dio purifica col Fuoco) che si ritrovano in molte feste popolari. Da sempre, con il fuoco si mettono in fuga le tenebre e con esse gli spiriti maligni, le streghe e i demoni vaganti nel cielo. Intorno ai fuochi dunque si danzava e si cantava, e nella notte magica avvenivano prodigi: le acque trovavano voci e parole cristalline, le fiamme disegnavano nell'aria scura promesse d'amore e di fortuna. La leggenda vuole che durante questo periodo le streghe di Benevento si radunassero sotto il grande Noce (l’albero delle streghe) e la notte di San Giovanni era associata con le forze lunari, con la rugiada e con le erbe che, raccolte questa notte, hanno maggior potere. Il grande Noce simbolicamente potrebbe rappresentate l'Albero Cosmico o dei Filosofi. I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre che propiziatori anche purificatori e l'usanza di accenderli si riscontra in  moltissime regioni europee e persino nell'africa del nord. Secondo antiche tradizioni chi salta il fuoco è sicuro di non dover soffrire il mal di reni per tutto l'anno. Gettando erbe particolari (come la verbena) nel fuoco del falò si allontana la malasorte. In Sardegna si ritiene che il sole all'alba saltelli tre volte prima di innalzarsi in cielo, come fece la testa di Giovanni Battista quando fu decapitato.

La mattina del 24 Giugno le persone girano tre volte intorno alla cenere lasciata dal falò e se la passano sui capelli o sul corpo, per scacciare i mali.

La rugiada raccolta aveva il potere di curare, di purificare e di fecondare.

Recarsi all'alba sulla riva del mare o del fiume a bagnarsi preservava dai dolori reumatici.

Nella notte tra il 23 e il 24 giugno si usa bruciare le vecchie erbe nei falò e mettere in atto diversi tipi di pratiche per conoscere il futuro perchè, come dice il detto, " San Giovanni non vuole inganni".

La notte di San Giovanni, a Roma, fino al 1872 (anno in cui la festa fu soppressa dal governo italiano), dopo l'Ave Maria veniva sparato un colpo di cannone che dava inizio ai festeggiamenti. Quella sera poi, ci si trovava nelle osterie per mangiare tutti insieme le lumache, in modo da scongiurare futuri litigi ed appianare insieme vecchie scaramucce. Le lumache infatti, in quanto animaletti cornuti, se mangiate in abbondanza, scongiuravano anche il pericolo di essere traditi dai propri amati.

A San Giovanni ogni mosto è vino, quasi a significare il completamento e l’acquisizione dei poteri di questo periodo del calendario celtico.

 

 

Tradizioni.

 

Si accendono i fuochi dei falò la vigilia del 24. Il fuoco è considerato purificatore come la rugiada. E' bene augurale saltare sul fuoco avendo ben chiare le cose che vorremmo veder cambiare nella nostra vita. Più intenso e puro sarà il desiderio espresso mentalmente al momento del salto e più esso avrà ottime possibilità di realizzarsi.

Sotto il guanciale vengono messe le "erbe di San Giovanni", legate in mazzetto in numero di nove compreso l'iperico, per avere dei sogni premonitori.

Il giorno di San Giovanni se si compera l'aglio si avrà un anno prospero.

A mezzanotte si deve cogliere un ramo di felce e tenerlo in casa per aumentare i propri guadagni.

Si mangiano le cosiddette " lumache di San Giovanni " con tutte le corna che assumono il significato di discordie e preoccupazioni. Mangiarle significa distruggerle le avversità.

Si raccolgono le noci ancora immature per preparare il "nocino" un liquore corposo da bere gradualmente in futuro per riacquistare le forze nei momenti del bisogno.

portare l'iperico all'occhiello nella notte della festa, protegge dalle streghe. 

 

 

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Metti all'angolo la repressione! Le Olimpiadi di Azione Giovani per la libertà del Tibet!

di agmonterotondo (20/06/2008 - 18:13)


Metti all’angolo la repressione - le olimpiadi della libertà.

 

 

Questa la campagna nazionale promossa e ideata da Azione giovani, in
occasione del passaggio della torcia Olimpica in Tibet (19/21 giugno 2008).

Parallelamente all’evento, che sta sollevando non poche polemiche in tutto
il mondo, sabato 21 giugno si terra l’inedita sfida “Italia-Tibet”:
mini-tornei di sport olimpici come l’atletica, calcio, ciclismo, lotta,
pallacanestro, pallamano, pallavolo, pugilato, tennis tavolo, tiro con
l'arco, allestiti in piazza e aperti a tutti.

In occasione del passaggio in Tibet del “fuoco sacro”, che rappresenta
idealmente i valori stessi che lo sport incarna, rilanceremo quella che
consideriamo una vera e propria battaglia di civiltà. Vogliamo un Tibet
libero dall’oppressore cinese, capace di autodeterminarsi e che possa quanto
prima ritrovare il suo Dalai Lama, ad oggi ancora dolorosamente e
ingiustificatamente esiliato,
A Roma, Firenze, Bari, Gorizia, Cagliari e in molte altre città saranno
allestiti dei mini “villaggi dello sport” aperti a chiunque vorrà cimentarsi
nelle discipline olimpiche. All’evento, che vedrà tra gli altri la
partecipazione di numerosi esponenti politici, hanno aderito e collaborato
anche le associazioni “Donne Tibetane” e “Student for Free Tibet”, che
presenteranno le loro squadre di giovani Tibetani che sfideranno l’Italia
nei mini tornei”.

 

Per Azione Giovani di Roma e Provincia di Roma l’appuntamento è per Sabato 20 Giugno, ore 9.00 al laghetto dell’Eur!

 

 

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17 giugno 2008: Azione Giovani Monterotondo in ricordo di Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci

di agmonterotondo (16/06/2008 - 21:19)


 

 

 

 

 

    

 

 

 

 

 

     17 giugno 1974: Il battesimo di fuoco delle Brigate Rosse  

 

Giuseppe Mazzola ( nella foto a sinistra) aveva sessant'anni. Era un carabiniere pensionato dell'Arma, per la quale, lui bergamasco, aveva prestato servizio lungamente in Calabria, dove aveva sposato Giuditta Caccia mettendo al mondo quattro figli. quando nei primi anni Sessanta si erano trasferiti a Padova. Per rendersi utile in qualche modo Giuseppe aveva assunto, pur non avendo la tessera del partito, l'impegno di tenere la contabilità del Movimento sociale e di adoperarsi in piccoli lavori marginali come il disbrigo e l'inoltro della posta.

Graziano Giralucci ( nella foto a destra) aveva invece solo 29 anni, era sposato con Bruna Vettorato, e padre di una bambina di tre anni, Silvia. Agente di commercio in articoli sanitari, aveva fondato il Cus Padova Rugby ed era un assiduo giocatore. Le foto di famiglia mostrano un giovanotto muscoloso, con le spalle larghe, un sorriso un po' ironico di sfida, capelli corti e folti con un ciuffo ben pettinato che gli copre in parte la fronte.

Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci si incontrano quella mattina di giugno nella sede del Movimento sociale e vengono assassinati da un commando delle Brigate Rosse.

E' questo il primo fatto di sangue attribuito storicamente alla formazione armata. Secondo la ricostruzione processuale, che avviene successivamente nell'arco di circa vent'anni, le cose sono andate così.

Il commando Br era formato da Fabrizio Pelli, Roberto Ognibene, Giorgio Semeria, Martino Serafini e Susanna Ronconi. Semeria è l'autista del gruppo. La Ronconi e Serafini, armati, fanno da palo sulle scale. Pelli e Ognibene, che pochi giorni prima si è già introdotto nella sede del Msi con il compito di studiare "l'azione", irrompono nei locali. Si trovano di fronte Mazzola e Giralucci e puntano le pistole.

Mazzola, non intimorito, afferra la pistola di uno dei due terroristi e Giralucci cerca di immobilizzarlo abbrancandolo per il collo. Mazzola perde il controllo, gli sfugge la presa del silenziatore e scivola a terra. L'altro terrorista a questo punto interviene per difendere il compagno, spara un colpo che raggiunge alla spalla Giralucci ed un secondo che colpisce Mazzola già a terra trapassandogli la gamba destra e l'addome. Mazzola e Giralucci, che a questo punto non possono più opporre resistenza, vengono finiti ognuno con un colpo alla testa. Un'esecuzione crudele e feroce, che le Br rivendicano alcuni giorni dopo con un comunicato: "Lunedì 17 giugno 1974, un nucleo armato delle Brigate Rosse ha occupato la sede provinciale del Msi in via Zabarella. I due fascisti presenti, avendo violentemente reagito, sono stati giustiziati".

Il comunicato non dice che le due persone, una delle quali anziana, erano già state ridotte all'impotenza prima di essere assassinate. Con freddo calcolo si giustifica a posteriori, "politicamente", il duplice delitto e Giuseppe e Graziano assumono il connotato astratto di "fascisti". Il vertice delle Brigate Rosse, prima di assumersi la paternità di questa "azione" con cui per la prima volta si trova di fronte alla morte, medita sulle possibili conseguenze, soprattutto sulla reazione della propria base di riferimento.

Dopo qualche tentennamento prevale la considerazione del fatto che la "cancellazione di due fasci" verrà accolta senza problemi e quindi le Br rivendicano il delitto sublimandolo in atto di guerra. "Per capire come ciò possa essere avvenuto - dice Piero Mazzola - bisogna riandare al clima di quegli anni. Era il tempo in cui campeggiavano sui muri le scritte 'Uccidere un fascista non è reato', e 'I covi dei fascisti vanno chiusi col fuoco'... La 'caccia al fascista' era all'ordine del giorno e non faceva neanche più notizia".

Dopo la rivendicazione i mass media, parlando di "fantomatiche" e "sedicenti" Brigate Rosse, accreditano l'ipotesi che in realtà il duplice omicidio sia stato commesso da "fascisti mascherati". E alla Facoltà di Scienze politiche, dove insegna Toni Negri, compare un tazebao in cui si spiega l'accaduto come conseguenza di uno "scontro tra fascisti".

Per i sei anni successivi la magistratura inseguirà la "pista nera" nello svolgimento delle indagini, fin che alcuni pentiti non cominceranno a fare chiarezza sull'evento. Dopo molti anni e numerosi processi, nel 1992 la Corte di Cassazione, confermando le risultanze del processo di appello in secondo grado, emetterà le seguenti condanne: 16 anni per Curcio e Moretti e 18 per Franceschini, in quanto mandanti; 18 anni ad Ognibene, 12 a Semeria, 12 alla Ronconi, 7 anni e mezzo a Serafini come esecutori. Pelli nel 1979 era morto in carcere di leucemia.

Giralucci e Mazzola sono due morti dimenticati. Pochi libri accennano all'uccisione di questi "due fascisti", dei quali quasi sempre non ci si ricorda neppure il nome: Graziano, un giovane del Movimento sociale; Giuseppe, un anziano carabiniere in pensione, di fede monarchica, che aveva scelto di mettere a disposizione dell'Msi una parte del suo tempo libero, ma che non partecipava neppure alle riunioni "politiche".

Padova li ha sepolti nell'indifferenza. Piero Mazzola ricorda i funerali in una città spettrale, con le vie deserte e le saracinesche abbassate.

Giralucci e Mazzola sono i primi di una lunga catena di morti ammazzati in assoluta gratuità, con ferocia, spesso con premeditazione. All'epoca del processo, nei primi anni Novanta, tutti i componenti della banda erano fuori dal carcere: in semilibertà Semeria, Susanna Ronconi ammessa al lavoro presso il gruppo Abele, a piede libero Serafini, impiegato presso il comune di Bologna Ognibene.

In quei giorni il presidente della Repubblica Francesco Cossiga annuncia che intende graziare Renato Curcio. Piero e gli altri famigliari di Giuseppe Mazzola chiedono la loro sospensione dallo status di cittadinanza italiana, mentre la figlia di Giralucci, Silvia, scrive a Cossiga: "La grazia è un'ingiustizia che ci offende, sia come famigliari delle vittime del terrorismo, che come privati cittadini. Mia madre ed io avevamo già espresso parere negativo alla grazia... La nostra vita è stata profondamente segnata da quell'episodio, è una vita non completa, non normale. Perché dobbiamo concedere una vita normale a chi non ha permesso che la nostra fosse tale? Hanno stroncato e segnato irreversibilmente troppe vite per avere il diritto di godersi la loro. Constatatone il fallimento, vorrebbero, e lei con loro, considerare la loro esperienza storicamente sorpassata, ma il dolore mio e della mia famiglia non è ancora storia, è vita".

Mario Moretti, uno dei mandanti, in un suo libro intervista sulle Brigate Rosse afferma che "c'è chi cerca di intorbidare una vicenda (la vicenda Br, n.d.a.) che è stata piena di speranze, forse illusioni, tentativi, errori, dolore, morte - ma non sozzure". La moglie e i figli di Mazzola, la moglie e la figlia di Giralucci la vedono diversamente.

"Non era mai morto nessuno nelle nostre azioni - scrive Moretti - ma chiunque non stesse nelle nuvole sapeva che poteva succedere, e avrebbe modificato la nostra collocazione. E malauguratamente con Padova lì ci trovavamo. Ne discutemmo. Considerai un opportunismo intollerabile far finta di niente. E pericoloso: cullarsi nell'illusione che stessimo spensieratamente giocando una partita della quale non sapevamo valutare le conseguenze. Cambiammo il volantino proposto dalla colonna del Veneto e rivendicammo l'azione spiegando quel che era avvenuto. Non è che la lotta armata ci stava prendendo la mano, si manifestava per quello che è: una lotta dove si muore. Negli anni successivi sospendemmo ogni attività nel Veneto e ci ritornammo soltanto nel '78..."

Questo è l'insegnamento che il leader storico delle Brigate Rosse Mario Moretti ricava dall'azione, cioè dal duplice assassinio, di Padova: la lotta armata è una lotta dove si muore. Ma muore chi? E per che cosa? E che cosa resta di quelle vittime?

Un giornalista in un intervista al figlio di Mazzola:

Avvocato Piero Mazzola, che cosa le ha lasciato suo padre?

"Un grande esempio di dignità. Fu ucciso perché non volle piegare le ginocchia di fronte ai terroristi. Diceva sempre che le ginocchia si piegano solo davanti a Dio. Questo è stato per me il suo insegnamento ed è quanto mi rimane di lui".

Pochi giorni fa (nell'anniversario della strage) una manifestazione in ricordo dei due caduti:

 

 

 

Perchè noi non dimentichiamo.