Ecco il testo dell’intervento di Fabio Federici, al primo Consiglio Comunale

1 Luglio 2009

Egregio Sindaco, Presidente del Consiglio, cari colleghi consiglieri,

credo comprendiate il mio stato d’animo in questo primo consiglio comunale che è un traguardo voluto da molti ed in particolar modo dai tanti ragazzi di Azione Giovani.

Per me è motivo di orgoglio rappresentare una parte di giovani che , in quest’ultima campagna elettorale, non si sono allineati al pensiero unico che tutto vada bene nella nostra città. Così come sono orgoglioso di rappresentare anche una parte importante di altre generazioni, che attraverso l’associazione Un’altra Monterotondo è possibile  hanno voluto mostrare una voce critica nei confronti delle tante amministrazioni di sinistra che si sono succedute in questi anni.

Queste elezioni le abbiamo perse e prendiamo atto della sconfitta, perché crediamo nel voto popolare come la più alta e nobile espressione di una democrazia, ma di sicuro non molliamo nella nostra ricerca di un’ alternanza di governo, altro elemento indispensabile per la compiutezza della stessa  democrazia.

Ho seguito, essendo Presidente di Azione Giovani, la politica degli ultimi anni e sono convinto del messaggio di chi mi ha preceduto in questo consiglio,  ossia che debba cambiare in questa città il rapporto tra maggioranza e opposizione, nel pieno rispetto dei ruoli e nell’assoluta trasparenza.

Se tutti noi amiamo questa città, non ci sono solo idee o progetti di destra buoni o idee e progetti di sinistra cattivi o viceversa, a seconda se il cuore batta a destra o a sinistra; esistono solo le buone idee e la buona politica consiste nel riconoscimento di queste idee come utili per la città, a prescindere se vengano da una parte o dall’altra .

Se ciò non avverrà, si vedrà un film già visto: l’arroccamento e la chiusura su se stessa di una maggioranza  che si rende sorda alle proposte della minoranza. Questa è cattiva politica che non crea nulla  e non costruisce nulla di buono.

Questa è la mia prima consigliatura e cercherò di impegnarmi al massimo per dare un fattivo contributo alla città. Tutti quei progetti che saranno utili alla nostra cittadinanza ed alla nostra comunità, troveranno la mia persona pronta ad uno scambio di proposte che porti alla piena attuazione di tali idee. Al contrario, la mia opposizione sarà intransigente, ove ravviserò le mancanze di questa amministrazione. Il mio compito in questo consiglio, non spezzerà quel cordone ombelicale con la città, che credo di aver costruito nella mia esperienza politica nel mondo  di Azione Giovani e di Un’Altra Monterotondo è Possibile, perché queste ultime elezioni ci hanno insegnato, ma qualcuno lo sosteneva da tempo, che la politica non si fa solo  nel palazzo, ma soprattutto attraverso un contatto diretto con i cittadini e attraverso un maggiore approfondimento dei nostri programmi nel tessuto sociale.

Infine, mi auguro che la divisione politica tra maggioranza e opposizione, che è naturale e giusta, non confonda l’obbiettivo e l’auspicio, che deve essere comune, di elevare la qualità della vita dei nostri concittadini  e il livello sociale ed economico complessivo della nostra città.

Grazie

Elezioni Comunali di Monterotondo 2009, dati definitivi: Fabio Federici eletto nelle fila del Pdl con 248 voti! Grazie a tutti!

4 Giugno 2009

Grazie a tutti voi.

Il vostro sostegno e la vostra fiducia sono stati fondamentali per essere eletto in consiglio comunale, nelle fila del PdL, con 248 preferenze. Un numero enorme di voti, un record assoluto. Mi informano che io sia il neo-consigliere giovane più votato nella storia di Monterotondo. Tantissimi voti se si pensa che non ho uno studio professionale e non gestisco il potere o posso fare favori tramite una mia attività commerciale. Tantissimi se si pensa che sono stati espressi nel centrodestra di Monterotondo, storicamente molto meno forte sul piano politico e dove è sempre più difficile esprimere le preferenze rispetto ad una candidatura a sinistra. Tutto ciò è incredibile, se si pensa che nessuno dei voti di preferenza è stato “comprato” nella maniera classica del “mercato rionale elettorale”: nessun posto di lavoro promesso, nessuna falsa promessa di qualsivoglia genere, nessuna offerta di denaro o favore da contraccambiare. Solo consenso per le battaglie, le idee, le ragioni portate avanti insieme a me da una comunità di persone che credono ancora alla vera politica e non si fermano al sogno infranto di poter cambiare finalmente un giorno le cose in questa città. Persone che vivono nella quotidianità i problemi di tutti i cittadini e che non si abbassano a chiedere il favoretto al potente di turno, quando spesso non è un favoretto ma un sacrosanto diritto. Abbiamo dato 248 picconate ai poteri forti, 248 picconate alla mala politica, 248 messaggi di speranza per chi ancora crede che, nonostante tutto, fare politica in modo onesto e serio in questa città sia ancora possibile! Infine vi dico 248 volte grazie a tutti voi, uomini e donne che tenete in mano la speranza per un futuro migliore. Io non mollo e già da domani sono di nuovo a disposizione di chi vuole REALMENTE cambiare la politica a Monterotondo. La nostra comunità non si arrende, anzi rilancia, per un futuro da salvare tutti insieme.

 

Grazie ancora,
Fabio Federici

 

I motivi di una scelta: i giovani di Monterotondo votano Federici!

28 Maggio 2009

Per chi segue questo sito ( e siete tanti), i motivi per cui i giovani di Monterotondo sostengono la candidatura di Fabio Federici a Consigliere Comunale, sono noti e scontati. Fabio Federici è il presidente di Azione Giovani Monterotondo, l’unico movimento giovanile presente sul territorio eretino. Negli ultimi anni, solo Fabio Federici, con i suoi ragazzi di Azione Giovani, è stato l’unico a portare sul territorio, tra i ragazzi e nelle scuole, battaglie inerenti il mondo giovanile. Negli ultimi 10 anni questa amministrazione uscente ha completamente abbandonato le politiche giovanili, non facendo proprio nulla per noi giovani. Non serve lo specchietto per le allodole della carta giovani ( tra l’altro unica cosa in 10 anni!), per fregarci di nuovo il futuro. Questa volta i giovani eretini scelgono di votare per l’unica persona a Monterotondo che si occupa di politiche giovanili: Fabio Federici. E’ un voto serio onesto e soprattutto competente, perchè non possiamo più aspettare che i problemi dei ragazzi eretini non siano risolti. Ci vuole una persona che abbia le capacità per promuovere nuove politiche sul territorio per aiutare le giovani coppie, per migliorare l’occupazione giovanile e per migliorare la vivibilità di Monterotondo. L’unico che, con i fatti, può farlo è Fabio Federici, perchè con i FATTI ha dimostrato di fare politica sul territorio. Non è un voto per amicizia, per comitiva, per parentela. Votare Fabio Federici è finalmente un voto per portare un giovane competente ad occuparsi di Noi giovani. Un voto quindi libero, di vera democrazia, che delega la persona più adatta a ricoprire un ruolo chiave di portavoce della gioventù eretina. Il 6-7 Giugno i giovani di Monterotondo barrano il simbolo del Popolo della LIbertà e scrivono accanto FEDERICI.

Gatto-Federici, incredibile successo: 100 persone ad ascoltarli a Via Monte Pelmo!

22 Maggio 2009

Ci sono momenti nella campagna elettorale che possono significare molto. Giovedì 21 Maggio, a Via Monte Pelmo, il candidato al Consiglio Comunale del PdL, Fabio Federici, ha organizzato un incontro tra Azione Giovani, l’associazione civica di cittadini ” Un’Altra Monterotondo è possibile” ed il Prof. Antonino Gatto, per un esperimento di nuova politica. Gatto e Federici, infatti, si sono “esposti” alle domande di queste due grandi realtà associative eretine, senza nessun filtro. Federici ha fatto gli onori di casa ed ha presentato le due associazioni al professor Gatto, che ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste dalle tantissime persone presenti, con competenza e pacatezza. Visibilmente soddisfatto Fabio Federici, leader di Azione Giovani e fondatore di ” Un’Altra Monterotondo è Possibile”: ” E’ stato un successo oltre ogni aspettativa. Portare circa 100 persone a parlare di politica è il simbolo che il lavoro che stiamo portando avanti sul territorio e tra la gente sta pagando in termini di consenso. Rappresentiamo la grande novità nel panorama politico eretino ed i numeri lo dimostrano”. Presenti tanti giovani, che hanno ribadito con forza il fatto che Azione Giovani sia l’unico movimento politico giovanile presente a Monterotondo, che gode di grande consenso tra i giovani eretini. Molte persone alla fine si sono complimentate con Federici e si sono dette soddisfatte delle parole del candidato a sindaco Antonino Gatto.

Da parte nostra non è stata una sorpresa, perchè crediamo fortemente nella candidatura della persona che più di ogni altra rappresenta una speranza per una politica migliore nel nostro territorio, ovvero Fabio Federici. Per questo sottolineamo ancora una volta che chi crede nel cambiamento in questa tornata elettorale, per chi vuole scegliere persone nuove e gente nuova, libera e competente, il 6-7 giugno si reca alle urne, e sulla scheda azzurra mette una croce sul simbolo del PdL ed accanto scrive Federici.

Un’Altra Monterotondo è davvero possibile!

Per il Cambiamento: Gatto sindaco e Federici consigliere comunale

10 Maggio 2009

Inizia oggi la Campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale di Monterotondo. Il 6 ed il 7 di Giugno si voterà a Monterotondo, il nostro paese. Azione Giovani Monterotondo, la società civile eretina, i giovani monterotondesi e il comitato civico di cittadini ” Un’Altra Monterotondo è Possibile” esprimono tutti con convinzione una scelta: il Cambiamento. Dopo 10 anni di una fallimentare Giunta Lupi, è venuto il tempo di cambiare. I due SIMBOLI del Cambiamento che sono in atto sono la ormai famosa coppia Antonino Gatto e Fabio Federici. Antonino Gatto è il candidato sindaco della vasta coalizione formata dal Popolo delle LIbertà e dalle liste civiche e proviene dalla società civile. Fabio Federici è il candidato al consiglio comunale per il Popolo della Libertà, sostenuto dalla gioventù eretina e dal comitato civico ” Un’altra Monterotondo è Possibile”. Entrambi rappresentano per Monterotondo la grossa novità di questa tornata elettorale, perchè danno in pieno il segno del Cambiamento che tutta la popolazione eretina avverte come tale. Antonino Gatto è l’uomo che è riuscito a coagulare intorno a se le forze che vogliono il cambiamento. Fabio Federici è il personaggio che rappresenta la novità politica più importante e di valore del territorio di Monterotondo. Su questo sito, giornalmente, cercheremo di aggiornarvi su tutte le novità riguardanti questa campagna elettorale. La cosa più IMPORTANTE, quella che varrà quando tutti noi e tutti voi ci si recherà alle urne, è la modalità di espressione del voto. Per votare Antonino Gatto sindaco e Fabio Federici consigliere, basterà mettere una croce sul simbolo del Popolo della Libertà e SCRIVERE con la matita FEDERICI. Un gesto semplice. Questo sarà il gesto che la popolazione eretina vogliosa di rinnovamento, farà il 6 ed il 7 Giugno.

“RILANCIAMO INSIEME IL QUARTIERE DI VIA VOLGA-VIA TAMIGI”

9 Maggio 2009

Oggi Azione Giovani Monterotondo, il comitato cittadino “Un’altra Monterotondo è possibile” ed il candidato al consiglio comunale FABIO FEDERICI danno vita all’iniziativa di quartiere “RILANCIAMO INSIEME IL QUARTIERE DI VIA VOLGA-VIA TAMIGI”, organizzando un gazebo nel quale verrà distribuito un accurato dossier sulla situazione di degrado del quartiere, abbandonato per troppi anni da questa scellerata amministrazione Lupi. Largo spazio, ovviamente, alla voce degli abitanti e sopratutto alle loro proposte. Vi aspettiamo!

 

Di seguito l’importante Dossier curato dai ragazzi di Azione Giovani e dal comitato civico di cittadini ” Un’Altra Monterotondo è possibile”.

 

RILANCIARE IL QUARTIERE DI “VIA VOLGA-VIA TAMIGI” E´ POSSIBILE… DIPENDE ANCHE DA TE!

 

MANUTENZIONE STRADE E ADEGUAMENTO MARCIAPIEDI

Negli ultimi dieci anni il quartiere ha pesantemente sofferto l’assenza di un efficace programma di manutenzione stradale, a cui gli uffici comunali competenti della giunta Lupi hanno preferito gli “interventi tampone”, che naturalmente durante il periodo invernale risultano inutili a causa delle forti piogge. Tutto questo nonostante il quartiere avesse bisogno da anni di un rifacimento completo del manto stradale, ormai compromesso nella sua quasi totalità. Pertanto una questione molto delicata e sentita dagli abitanti, costretti ogni giorno a degli “slalom” con la propria auto per evitare veri e propri crateri, che recano e continueranno a recare danni ai veicoli. Senza tener conto della grande beffa ai danni di tutti, vista la segnalazione agli uffici comunali competenti da parte del nostro referente nel quartiere, attraverso una lettera protocollata risalente a luglio 2008. Un altro enorme disagio legato alla manutenzione stradale è senz’altro quello relativo al pessimo stato dei marciapiedi, la cui superficie altamente sconnessa rappresenta un serio ostacolo per le persone con difficoltà motorie, e peggio ancora per le persone portatrici d’handicap costrette sulla sedia a rotelle. Purtroppo proprio su quest’ultimo aspetto abbiamo il dovere di denunciare una grave mancanza da parte degli uffici comunali. Nonostante ci sia una precisa legge nazionale del 1989 e successivi decreti, nel nostro quartiere alcuni marciapiedi sono ancora sprovvisti di scivolo per i portatori d’handicap con sedia a rotelle. Una grave mancanza degli uffici comunali competenti, che rivela chiaramente la scarsa attenzione di questa giunta alle realtà periferiche di Monterotondo. Pertanto è forte più che mai la nostra convinzione sulla necessità di:

 

- Avviare nel più breve tempo possibile la manutenzione stradale completa di Via Volga e Via Tamigi

- Riadattare in superficie i dossi artificiali di Via Tamigi

- Installare nuovi dossi artificiali lungo Via Volga, garantendo così più sicurezza stradale nei pressi dell’asilo e alle persone che attraversano la via.

- Completare l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti nel quartiere

 

MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO

La manutenzione del verde pubblico è senz’altro uno dei dati più indicativi della cattiva politica della giunta Lupi in questo quartiere. Infatti in questi anni la manutenzione non è sempre avvenuta nei tempi necessari , così da garantire pulizia e una sana vivibilità per gli abitanti. Purtroppo gli addetti ai lavori hanno trascurato questo aspetto, producendo un grave danno estetico-ambientale, ma soprattutto aumentando il rischio della presenza di insetti ed altri animali, dovuti alla carente pulizia delle strade e del verde. Ovviamente la situazione più grave che segnaliamo è la scarsa manutenzione dello spazio verde che fa angolo tra Via Volga e Via Tamigi, che si trova sotto i balconi di alcune abitazioni, ma che sopratutto è adiacente ad una struttura che ospita un asilo. Proprio per tale ragione siamo convinti più che mai della necessità di salvaguardare la salute ambientale. Per tali ragioni proponiamo che:

 

- L’area verde adiacente l’asilo venga immediatamente bonificata e riqualificata, attraverso un’opera di sterramento cui far seguire la ricollocazione mirata di aiuole e panchine accessibili a tutti, in modo da salvaguardare una struttura delicata come l’asilo ed il benessere di tutti gli abitanti del quartiere.

- Venga attuato un programma più rigoroso di manutenzione del verde pubblico nel quartiere, prendendo in esame la possibilità di impianto di nuove piante a sostituzione di quelle già esistenti, nei casi in cui quelle presenti siano malate o difficilmente gestibili.

MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEGLI EDIFICI DI PROPRIETA´ COMUNALE DI VIA TAMIGI , QUESTIONE ALLOGGI ATER E CONTENZIOSO ALLOGGI VIA VOLGA 3

Consegnati alle famiglie nel 1994 ma pronti già dal 1990, gli appartamenti di proprietà comunale di Via Tamigi allo stato attuale necessitano urgentemente di interventi di manutenzione straordinaria. In questo periodo, ma in particolare durante gli ultimi cinque anni, la situazione strutturale degli edifici ha mostrato un forte peggioramento. Gli unici interventi di rifacimento strutturale sono stati limitati a poche abitazioni, lasciando irrisolte le delicate questioni strutturali, sia esterne che interne, degli altri edifici comunali della stessa via. Sono state inoltrate agli uffici competenti numerose segnalazioni da parte degli inquilini, che puntualmente vengono rassicurati sugli interventi senza che poi venga mai dato un seguito. Una grave situazione di disagio per la maggior parte degli inquilini, che per lo più continuano ad avere seri problemi di infiltrazioni d’acqua, con pesanti conseguenze sull’integrità delle pareti e dei soffitti. Ben più grave, invece, la situazione esterna degli edifici. Infatti alcuni muri che delimitano il perimetro dei palazzi mostrano sensibili segni di cedimento verso il basso, situazione che richiederebbe un controllo immediato da parte degli organi competenti, con l’autorizzazione del comune di Monterotondo. Anche in questo caso questa amministrazione e gli assessorati competenti non hanno risposto adeguatamente all’appello dei cittadini, sottovalutando il rilevante abbassamento del terreno. Questi e molti altri interventi sono stati segnalati a questa amministrazione con delle lettere protocollate e certificabili (ad es. il rifacimento della superficie in gomma della scala esterna ai palazzi, il cui transito risulta pericoloso nel periodo invernale) a cui sono seguiti sopralluoghi e promesse di intervento, che alla fine si sono rivelate solo una menzogna nei confronti di tutti gli inquilini.

Noi chiediamo:

- che venga ridiscusso con l’Assessorato al Bilancio e l’Assessorato ai Lavori Pubblici un nuovo piano di interventi straordinari, che tenga conto innanzitutto degli interventi sulla messa in sicurezza degli edifici (Ad es. la revisione degli impianti elettrici, controllo della stabilità degli edifici, etc.)

- che si proceda gradualmente con un programma di interventi individuali nelle singole abitazioni, privilegiando i casi più urgenti.

L’altra questione che noi intendiamo denunciare è quella riguardante gli alloggi di Via Volga 3. I tredici appartamenti realizzati come edilizia pubblica convenzionata, costruiti nel 1982 su un terreno espropriato dal Comune di Monterotondo, ancora subiscono le conseguenze del contenzioso tra il comune e la società incaricata della gestione dell’edificio. Dopo più di 25 anni vissuti tra vicende legali, gli inquilini ancora pagano le conseguenze di questa vicenda, rischiando addirittura lo sfratto. Tutto questo a dimostrazione della scarsa sensibilità dell’amministrazione comunale, ancora una volta in ritardo rispetto alle esigenze dei cittadini. Altra questione, non meno rilevante, è quella riguardante gli alloggi ATER (ex IACP). Se da un lato è vero che nella gestione complessiva non è responsabile l’amministrazione comunale, dall’altra è doveroso ricordare come il comune abbia il dovere di farsi portavoce delle istanze dei cittadini presso l’ente che gestisce gli alloggi, in modo da garantire una “corsia preferenziale” al dialogo tra gli inquilini e l’ATER, ed evitare così l’emarginazione dei cittadini.

CENTRO D’AGGREGAZIONE GIOVANILE DI QUARTIERE “NEVER MIND”

Questo centro nacque nel 2000 da un progetto del 1999 denominato Eurialo, finanziato dalla Legge 285/97 dal comune di Monterotondo, che aveva l’obiettivo ambizioso di creare una realtà aggregativa capace di rappresentare un punto di riferimento per i giovani del quartiere e non solo. La gestione del centro fu affidata alla cooperativa ISKRA, anche se la sua attività è durata solo un biennio. Infatti è un dato di fatto che l’amministrazione comunale non ha mai creduto fino in fondo nelle potenzialità del quartiere e del centro NEVER MIND, che aveva invece dimostrato di avere le potenzialità per unire giovani e meno giovani, anche se la gestione fu molto criticata. Purtroppo a distanza di anni dobbiamo denunciare la vera causa della chiusura del centro: la cattiva situazione igienico - strutturale dell’edificio ospitante. Infatti erano sorti gravissimi problemi legati alla rete fognaria, la quale presentava anomalie tecniche tali da compromettere un’igienica permanenza all’interno del centro, nel quale erano sempre più frequenti i casi di reflusso di acque nere.

Azione Giovani Monterotondo ricorda Bobby Sands, martire per la libertà

5 Maggio 2009

“Alcuni non avevano pensieri di vittoria,ma erano andati a morire perché lo spirito dell’Irlanda fosse più grande il suo cuore si elevasse in alto. Eppure, chissà cosa ancora deve accadere.”

W.B.Yeats 

Sono passati più di cinquant’anni dalla fine del periodo coloniale. Le grandi potenze europee hanno concesso autonomia e indipendenza alle popolazioni che per secoli hanno dominato, piccole e grandi nazioni sono risorte e hanno gettato le basi di quel futuro che da tempo sognavano. Sono passati più di cinquant’anni, ma esiste ancora un popolo, nel cuore della Vecchia Europa, che da secoli vive straniero nella propria terra, che non ha né un avvenire né una dignità in quanto tale, che sopporta continue angherie e innumerevoli soprusi, che da sempre sacrifica i suoi figli più giovani sull’altare della libertà e dell’indipendenza dal giogo straniero: è il popolo irlandese dell’Ulster, le sei contee della parte settentrionale dell’isola più bella d’Europa, che il mondo intero conosce con il nome di Irlanda del Nord. È il popolo che ha scritto la sua Storia con l’inchiostro della sofferenza e della determinazione, dell’angoscia e della fede, del coraggio e della paura. Migliaia di uomini e di donne che portano sulla propria pelle la cicatrice indelebile dell’occupazione britannica, padri e madri a cui sono stati tolti gli affetti più cari: i loro giovani figli, che hanno patito l’inferno delle carceri britanniche all’interno delle quali si è consumata la più grande tragedia dell’Irlanda in lotta. Sono molti i combattenti repubblicani irlandesi che hanno conosciuto il dolore

Bobby Sands

britanniche delle sei contee occupate, altri nella stessa Gran Bretagna, altri ancora sotto la custodia del governo di Dublino o incarcerati nelle prigioni europee e americane. Ogni membro della comunità nazionalista dell’Irlanda del Nord conosce qualcuno che è, o è stato messo in prigione. Nessun irlandese è immune…

“Sono un prigioniero politico. Sono un prigioniero politico perché sono l’effetto di una guerra perenne che il popolo irlandese oppresso combatte contro un regime straniero, schiacciante, non voluto, che rifiuta di andarsene dalla nostra terra. Io difendo il diritto divino della nazione irlandese all’indipendenza sovrana, e credo in essa, così come credo nel diritto di ogni uomo e donna irlandese a difendere questo diritto con la rivoluzione armata. Questa è la ragione per cui sono carcerato, denudato, torturato.”

Bobby Sands

LONG KESH

Esiste un luogo in Europa dove non splende mai l’alba: è il carcere inglese di Long Kesh a Belfast, in Irlanda del Nord, che è divenuto negli anni il simbolo più imponente del regime britannico nell’Ulster e ha rappresentato il più feroce tentativo del governo di Londra di criminalizzare e stroncare la resistenza dei repubblicani irlandesi. È qui, che il 5 Maggio 1981, in seguito allo sciopero della fame, morì all’età di soli 27 anni Robert (Bobby) Sands, il primo martire della protesta attuata dai prigionieri politici nordirlandesi nelle carceri di Sua Maestà Britannica.

UNA VITA PER LA PATRIA

Bobby era nato nel 1954 a Rathcoole, un quartiere a maggioranza protestante nel nord di Belfast, in una famiglia non particolarmente impegnata politicamente. Durante gli anni dell’adolescenza conobbe di persona la repressione, gli attacchi dei lealisti filoinglesi, la perdita continua di un’occupazione, vittima anche lui dei soprusi che da sempre caratterizzano la vita di un gran numero di giovani cattolici. Schedato come “sospetto” già all’età di 14 anni, a 18, nell’autunno del 1972, aderì all’IRA: l’esercito clandestino tra i più organizzati e militarmente efficaci di tutto il

mondo.

“La mia vita era incentrata su notti insonni e appostamenti per schivare gli inglesi e nervi saldi per operazioni all’esterno. Ma il popolo ci comprendeva e non ci apriva solamente la sua porta di casa, ci apriva anche il suo cuore. Ho imparato che senza l’aiuto delle persone non avremmo potuto sopravvivere e sapevo che avevo bisogno di tutte loro.”

Appena un mese dopo, Bobby venne arrestato con l’accusa di possedere quattro pistole artigianali rinvenute in una casa dove si trovava. Condannato a tre anni scontò la pena nelle celle di Long Kesh ottenendo la condizione di prigioniero politico. Durante questo periodo lesse avidamente e imparò il gaelico. Liberato nell’aprile del ‘76, aprì nel quartiere dove viveva una sede locale dello Sinn Fein e una della “Croce Verde” per assistere i prigionieri politici repubblicani, ma neanche sei mesi dopo l’uscita dal carcere Bobby venne nuovamente arrestato. C’era stato un attentato alla “Balmoral Forniture Company” a Dunmurry, seguito da una sparatoria nella quale due uomini rimasero feriti. Bobby si trovava in un’automobile nelle vicinanze insieme ad altri quattro ragazzi. La RUC (Royal Ulster Constabulary, la polizia nordirlandese) li catturò e trovò una pistola nella vettura. Furono condotti al famigerato centro per gli interrogatori di Castlereagh e sottoposti a brutali interrogatori per diversi giorni. Bobby venne trattenuto in carcere per undici mesi fino al processo, nel settembre del 1977. Come durante il precedente processo, si rifiutò di riconoscere la corte. Il giudice ammise che non c’erano collegamenti con l’attentato, ma nonostante questo, i quattro furono condannati a quattordici anni di reclusione ciascuno, per il possesso di una sola pistola.

L’INFERNO DEI BLOCCHI-H

Bobby passò i primi ventidue giorni della sua condanna in isolamento nella prigione di Crumlin Road. Quindici di questi ventidue giorni li passò completamente nudo. Nel settembre 1977, venne trasferito al Blocco-H di Long Kesh, dove si unì immediatamente alla “protesta della coperta”. Già dal 1976, l’amministrazione inglese puntando sulla criminalizzazione dell’IRA aveva negato ai detenuti repubblicani lo status di “prigionieri politici” equiparandoli ai detenuti comuni. Bobby, si unì così ai “blanket-men”, gli “uomini della coperta” che rifiutandosi di indossare la comune divisa carceraria, si vestivano di una sola coperta per protestare contro i maltrattamenti subiti quotidianamente e per ottenere il riconoscimento di “prigionieri politici”. Convinto che fosse necessario informare e coinvolgere il più possibile la gente all’esterno sui problemi dei detenuti, cominciò a scrivere lettere e articoli al “Republican News”, il giornale dello Sinn Fein. Quanto Bobby scriveva, come tutte le comunicazioni dai blocchi H, veniva fatto passare all’esterno scritto su piccoli pezzi di carta igienica.

“I giorni erano lunghi e solitari. L’improvvisa e totale privazione delle più elementari necessità umane come esercizio fisico e aria fresca, lo stare insieme ad altre persone, i miei vestiti e cose come giornali, radio, sigarette, libri e una moltitudine di altre cose, mi avevano fatto diventare la vita veramente pesante.”

La sera del 27 gennaio 1981, 96 prigionieri coinvolti nello spostamento d’ala dei blocchi H3 e H5 si ribellarono dopo che la direzione del carcere si era rifiutata di restituire i loro abiti (un modo per costringerli a indossare l’uniforme dei detenuti). Cominciarono a distruggere sistematicamente mobili, suppellettili e finestre delle celle. La risposta fu brutale. Furono rinchiusi nelle celle appena abbandonate dagli “uomini coperta” con i muri ricoperti di escrementi e i pavimenti di acqua, urina e cibo (ai detenuti coinvolti nella protesta non venivano ritirati i buglioli).

Furono costretti a restarsene in quelle celle senza coperte e materassi. I pestaggi, i lunghi periodi di isolamento nelle celle di punizione, le diete forzate e le torture erano la prassi delle autorità della prigione, con il pieno consenso dell’amministrazione inglese. Le celle H diventarono il campo di battaglia nel quale lo spirito della resistenza repubblicana si scontrava frontalmente con le inumanità che i britannici perpetravano. Nei blocchi-H gli inglesi videro l’opportunità di sconfiggere l’IRA criminalizzando i suoi combattenti, ma i “blanket men”, che pagarono più degli altri che erano in libertà le ripercussioni di questo atteggiamento, continuarono a lottare.

IL SACRIFICIO ESTREMO: LO SCIOPERO DELLA FAME

Il movimento di protesta raggiunge il proprio culmine nel marzo del 1981, quando dieci detenuti appartenenti all’IRA (successivamente imitati da altri) iniziarono uno sciopero della fame. Bobby comprese che qualcuno doveva morire per avere lo status di prigioniero politico: insistette quindi per iniziare lo sciopero due settimane prima degli altri così la sua morte avrebbe fatto accettare le loro richieste e salvato le vite degli altri. Era il primo di marzo.

“Noi, i Repubblicani Pows (Prigionieri di guerra), nei blocchi H di Long Kesh e le nostre compagne nella prigione di Armagh, abbiamo il diritto e con la presente chiediamo lo status politico. Rifiuteremo oggi come abbiamo costantemente rifiutato ogni giorno dal 14/9/1976, quando iniziò la protesta della coperta, i tentativi del governo inglese di criminalizzare le nostre lotte”.

L’11 marzo 1981 il Comitato Nazionale del Blocco H sollevò il problema dei prigionieri alla Commissione dei Diritti Umani a Ginevra. Intanto all’esterno, l’opinione pubblica irlandese appoggiò massicciamente l’iniziativa dei prigionieri, tanto che nel mese di aprile Bobby venne eletto parlamentare a Westminster nelle liste dello Sinn Fein per la contea di Farmanagh. Nonostante questo e l’interessamento diretto della Chiesa cattolica e del Vaticano, l’allora primo ministro britannico Margareth Thatcher continuò a rifiutare crudelmente qualsiasi forma di dialogo con i detenuti in sciopero. Nel frattempo le condizioni fisiche dei prigionieri si erano deteriorate rapidamente: ormai completamente cieco, senza riflessi, paralizzato a metà (il suo peso era sceso da 60 a 40 chili) Bobby Sands morì dopo due giorni di coma, all’1.17 del mattino del 5 maggio 1981, nell’ospedale della prigione di Long Kesh, stringendo tra le mani il crocefisso d’oro inviatogli personalmente da Papa Giovanni Paolo II, un gesto che Londra non perdonerà mai alla Santa Sede. Per tutta la notte e il giorno successivo furono continui gli scontri e altissima fu la tensione nelle aree nazionaliste delle sei contee. Ai funerali di Bobby Sands, svoltisi il 7 maggio, parteciparono oltre 100.000 persone. “Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna.”

Bobby Sands

Nei giorni immediatamente successivi alla morte di Bobby Sands, altri nove ragazzi morirono a causa dello sciopero della fame, mentre altri furono salvati da un canale di dialogo aperto dalla diplomazia internazionale e dall’intervento delle madri che fecero valere il proprio diritto ad imporre l’alimentazione forzata. Bobby e quanti insieme a lui intrapresero la strada del sacrificio, lottarono in nome della libertà di un paese, l’Irlanda del Nord, in cui la normale applicazione della legge viene stravolta, in cui è in vigore ogni possibile forma di legislazione repressiva, in cui la normale difesa dei diritti umani e delle libertà civili è soggetta a così numerose deroghe da violare costantemente le più fondamentali norme di diritto internazionale. Irlanda: ci piace chiamarla semplicemente così, una terra di forti identità e tradizioni il cui Popolo vive ancora il dramma di non vedersi riconosciuto il sacrosanto diritto di esistere. Per questo ogni caduto è un martire e ogni combattente è un eroe.

“Un’Altra Monterotondo è Possibile”: nasce il blog della società civile Monterotondese

30 Aprile 2009

E’ nato il blog di ” Un’Altra Monterotondo è Possibile”, il primo comitato della Società civile Eretina, nato in seguito all’esperienza della raccolta delle firme contro le strisce blu. Tutte le informazioni sul comitato le trovate all’indirizzo: http://www.altramonterotondo.blogspot.com/

In memoria di Sergio Ramelli

29 Aprile 2009

XXI Aprile 753 A.C.

21 Aprile 2009

” POSSIS NIHIL URBE ROMA VISERE MAIUS” ( Orazio)

I primi aiuti dei Monterotondesi raccolti, sono arrivati a L’Aquila! Ecco il resoconto

11 Aprile 2009

  Siamo Partiti alle ore 6.00 da Fonte Nuova, con i ragazzi di Azione Giovani Monterotondo, il MODAVI e la Protezione Civile.

Siamo arrivati a destinazione nella prima mattinata. Io ed alcuni ragazzi, siamo entrati all’Aquila e nelle frazioni limitrofe da un lato, altri ragazzi hanno portato aiuti su un versante diverso. Appena sono entrato ad Aquila ( entrata Aquila Ovest dell’Autostrada), notavo alcuni palazzi lesionati, ma devo dire che la situazione era diversa da come me l’aspettavo. Presto detto. La zona più colpita di Aquila era il centro e l’altro versante dove gli altri ragazzi sono andati. La zona dove ho portato io gli aiuti è meno colpita dal terremoto, ho visto solo 4-5 abitazioni seriamente lesionate dal terremoto, per il resto crepe e caduta di intonaci o cornicioni. La prima trance di aiuti dei Monterotondesi è arrivato al primo centro di smistamento di Aquila, chiamato Centi Colella. Grandissimo e molto fornito, tanto da farci scaricare solo una piccola parte di aiuti. Gli “amministratori” del campo ci hanno indirizzato verso altri campi dove avevano più bisogno. La seconda tappa degli aiuti degli eretini è stata quella del centro sorto in località “Coppito”, dove risiedevano circa 200 persone vittime del terremoto. Qui abbiamo scaricato acqua, carta igienica e materiale di plastica ( forchette, piatti etc.). Anche qui, poi, ci hanno indirizzato verso un altro campo, che era in fase di allestimento e che era privo di aiuti. Siamo così giunti a “ Scoppito”, campo che era appena in fase di allestimento. Qui abbiamo scaricato tutto il nostro materiale rimasto, raccolto in questi giorni dagli retini ( pasta, acqua, alimenti per bambini, vestiario etc..). Poi la sorpresa. Alcune persone del campo ci hanno chiesto l’aiuto per portare la corrente elettrica in vari centri dove ANCORA NON ERA ARRIVATA! Mancava personale, ed abbiamo deciso di rimanere. Abbiamo così portato la corrente, oltre al nuovo centro di “Scoppito”, in un centro posto a “ Sola” ed in un altro centro chiamato “ Vigliano”, tutti in provincia di Aquila. In questi posti l’effetto del terremoto era visibile solo in qualche crepetta sui muri, nulla di più. Molte persone sono andate in tenda per paura di crolli e delle scosse. La soddisfazione più grande è aver contribuito a portare la corrente in centri come Sola e Vigliano, dove la gente era senza da quando si era creato il campo, con la temperatura davvero fredda che si raggiungeva la notte. Grazie alla corrente potranno utilizzare le stufette a disposizione. Tutte le persone ci hanno ringraziato ( ed io giro i ringraziamenti a tutta la popolazione di Monterotondo che si è prodigata in un grandissimo sforzo per la raccolta di aiuti), con le lacrime agli occhi ci ha ringraziato e salutato a Sola, perché avevamo portato loro la luce e giochi ed uova di pasqua ai bambini, definendoci angeli. Noi abbiamo fatto solo il nostro dovere. Angeli sono altri, tutte quelle persone che da giorni si stanno dando da fare per fare praticamente tutto: montare tende, allacci, caricare, scaricare…tutto. Noi abbiamo dato solo una piccola mano, era nostro dovere. C’è ancora bisogno, quindi chi vuol andare, lo faccia, senza difficoltà, perché non è da intralcio, anzi. Piccole annotazioni: la parte più colpita va da Aquila centro verso Onna ed i paesini limitrofi, che posti in una conca, hanno subito la maggiore distruzione. Io non sono potuto andare, ma le altre carovane sono passate per un paese che si chiama Villa Santangelo e mi hanno raccontato di grandi distruzioni. Siamo tornati a casa alle 22.30 della sera, distrutti, ma con il sorriso in faccia, perché abbiamo aiutato quella povera gente. Rimprovero alla società autostrade: quando si entra ad Aquila non si paga l’autostrada, ma al ritorno chi proviene da Aquila ed ha portato aiuti, PAGA LO STESSO IL PEDAGGIO! Si deve evitare tale cosa che giudico vergognosa da parte della società Autostrade. Noi abbiamo pagato i nostri 7,50 euro alla barriera di Roma Est, ma ci è sembrata davvero un’ingiustizia per tutte quelle persone che portano aiuti nelle zone colpite dal terremoto, magari si fermano per aiutare e poi fanno pagare anche il viaggio. Magari fate girare questo appello su Facebook, magari qualcuno ci ascolta. Chi vuole mi può contattare e chiamare per saperne di più su tutto. La prossima spedizione di materiale di Monterotondesi è prevista per la prossima settimana, partiamo di pomeriggio. Chi ha un furgone coperto a disposizione me lo faccia sapere, che può servire.

Aiuti Abruzzo! Grazie al cuore dei Monterotondesi! Oggi, 8 aprile si replica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, supermercato Leclerc, Via Salaria.

8 Aprile 2009

Grazie al cuore di tutti i monterotondesi! Continua anche oggi, viste le numerose richieste, la raccolta di generi di prima necessità dalle ore 10.30 alle ore 18.00 presso il Supermercato Elecler Conad da parte dei ragazzi di Azione Giovani, dell’associazione civica di cittadini ” Un’altra Monterotondo è possibile”, del MODAVI ONLUS, e dei ragazzi delle chiese. Fate girare l’invito!! Partecipate ancora numerosi!

Solidarietà alla popolazione Abruzzese colpita dal terremoto!MARTEDI’ 7 APRILE DI FRONTE AL CONAD LECLERC, DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 20.00!

6 Aprile 2009

Azione Giovani Monterotondo ed ” Un’Altra Monterotondo è possibile” esprimono solidarietà alle popolazioni interessate al sisma che ha avuto come epicentro la provincia di Aquila. Dobbiamo unirci in una grande mobilitazione di solidarietà nazionale per la gente d’Abruzzo. Domani effettueremo un punto di raccolta di beni di prima necessità da spedire in Abruzzo. Ovviamente non è un’azione politica, ma solo di solidarietà verso altri Italiani che stanno soffrendo. Quindi nulla avrà stemmi di partito o altro, ma utilizzeremo solo le strutture di Azione Giovani per questioni di ovvia logistica.

CI VEDIAMO MARTEDI’ 7 APRILE, DALLE ORE 10.00 FINO ALLE ORE 20.00 DI FRONTE AL CONAD LELCERC DI MONTEROTONDO SCALO, SULLA VIA SALARIA, NELLA ZONA DELL’ENTRATA SCALE MOBILI!

Grazie a tutti a chi ci vorrà dare una mano per stare ai gazebo e per contribuire alla cosa.

Fabio Federici

Anche lo Scalo è Monterotondo: Domenica 5 Aprile a Borgonuovo

2 Aprile 2009

Dopo il successo ottenuto la scorsa settimana, Azione Giovani Monterotondo e il comitato civico di cittadini “Un’ Altra Monterotondo è possibile”, replicano l’iniziativa “Anche lo Scalo è Monterotondo”. Rivolta ai cittadini di Monterotondo Scalo, la manifestazione vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul totale stato di abbandono in cui versa la zona Scalo di Monterotondo. Ancora una volta ad essere promotori di questa iniziativa sono Fabio Federici ed i membri di ” Un’Altra Monterotondo è possibile” che, insieme ai ragazzi di Azione Giovani, distribuiranno il Dosier Scalo ai cittadini residenti ed accoglieranno ancora una volta le proteste e proposte della cittadinanza. Al banchetto si potrà incontrare il Presidente di Azione Giovani Monterotondo, Fabio Federici. Il banchetto si troverà domenica 5 aprile nel quartiere Borgonuovo, Via Filippo Turati, nell’area adiacente l’edicola, dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

Anche lo Scalo è Monterotondo: un successo che avrà delle repliche

23 Marzo 2009

La manifestazione del comitato “Un’Altra Monterotondo è possibile” ed Azione Giovani, portata avanti Venerdì 20 e Sabato 21 Marzo allo Scalo, ha riscosso molto successo tra gli abitanti di Monterotondo Scalo, tanto da far decidere il comitato a replicare l’evento. Molte persone si sono fermate ai nostri banchetti per ringraziarci dell’iniziativa e per suggerirci altre idee da inserire nel dossier. Raccoglieremo tutto e nei prossimi giorni vi aggiorneremo sulle nuove date. Seguiteci sul nostro sito.